Dimmi: che piacere c'è a contar le stelle
che sull'universo tuo di pelle candida e ghiotta
formano le costellazioni del mio desiderio?
Non mi rimetterò alle mani di questa coorte,
anche se meco solitudine men di morte non atterrisce,
me che so peggior forma di questo tremendo male
è quando ti ghermisce che sei uno tra tanti
ed il cuore non controlla un assordante rimbombare.
Non voglio arrendermi a questa pornocrazia
dove o grugnisci o sei un povero coglione,
dove le cose diventano umane e l'umanità giocattoli:
di plastica, di vetro, di porcellana, comunque vuoti.
Dimmi: che piacere c'è a baciare il tuo collo slanciato
ed affondarvi i miei caldi baci, assaggiarti e poi farti mia
se alla fine non avrò il tuo cuore palpitante?
pornocrazia




