Come dei bambini fare i pirati all’arrembaggio,
giocando, senza carpirne ruolo malvagio,
coscienti dell’immortalità supposta:
“fermo che sei morto”, “si ma ora basta!”;
con quell’irrequietezza, curiosità ed avventatezza
che ti costringe a non aver pazienza,
che tutto è divenire ed il mondo non è capace
di sopportare la tua frenesia feroce,
che il tempo è tanto e non è tanto veloce
e non riesce a raggiungerti, e non si dà pace,
che i colori sembrano potersi mai esaurire
ed infinite sembrano le cose da scoprire:
non c’è errore né sconfitta
che la vita è appena fatta.
Come bambini fare la guerra e fare la pace,
litigare furiosi e poi di nuovo cari amici,
senza verità supposte od altri discorsi a posteriori…
Come bambini colorare il mondo
fregandosene se è quadrato o tondo,
senza fregare nessuno, che è tutto di tutti,
è divertirsi insieme gareggiando a rutti.
Come bambini non conoscere l’amore,
senza averne saggiato la pena,
che sesso è una strana parola,
è un povero uccello che non vola,
che ognuno gioca al dottore con chi gli pare
che non c’è malizia da esibire.
Come bambini guardare tutto con estasi
ignorando i giudizi e le frasi,
che ancora non sai dell’uomo nero
e l’amico accanto è solo un po’ più scuro.
Come bambini essere attratti, curiosi,
anche dai luoghi più spaventosi,
che ancora nessuno l’errore ti ha insegnato,
che la coscienza non sa cos’è il peccato,
e così candidi e curiosi vivere il mondo.
e bello essere bambini a volte




