Senza memoria dell'abbandono a questa terra
appestandomi del fumoso deliquio, davanti
a nero cielo marino, amato. Scrutando l'universo,
suggellando il freddo salirmi da questa terra:
alla ricerca della stella che mi diede i natali,
la solamente tu mia unica amata è che vivi.
Io sono più di questo corpo putrescente
che tuttavia è la mia appendice più importante.
Il mio è un Iperuranio palpitante di vuoto.
Sono una supernova senescente, un buco nero.
A mia compagnia solo pochi sguardi serbati
dalla fumosa e sorda solitudine dei tempi.
Io, solo, sono tutto, come niente.
la donna immaginaria




