Senza memoria dell'abbandono a questa terra

appestandomi del fumoso deliquio, davanti

a nero cielo marino, amato. Scrutando l'universo,

suggellando il freddo salirmi da questa terra:

alla ricerca della stella che mi diede i natali,

la solamente tu mia unica amata è che vivi.

Io sono più di questo corpo putrescente

che tuttavia è la mia appendice più importante.

Il mio è un Iperuranio palpitante di vuoto.

Sono una supernova senescente, un buco nero.

A mia compagnia solo pochi sguardi serbati

dalla fumosa e sorda solitudine dei tempi.

Io, solo, sono tutto, come niente.



la donna immaginaria
TheZeppo ¦ 15:43 ¦ mercoledì, 19 dicembre 2007 ¦ Permalink ¦ commenti (1) [popup]