Sentir pesanti le membra e voler dormire, di un sonno eterno,
lasciare quest'umida carcassa e gioire nel vuoto Averno:
cercando quel silenzio liquido che ti immerge l'orecchie in un tiepido bacio.
E vedi lo splendore che hai alle spalle cadere nella tenebra,
e ti senti galleggiare, a bell'agio, in mesta tranquillità, che nulla avviene
non c'è collera, non c'è amore, non c'è speme
e quel poco che c'è, tenerlo costa troppo dolore.
Che poi ti fermi a pensare e ti stupisci che amor è vita
come morte, principio e fine, gioia e tormento:
di ogni fragile cuore, il cemento.
Quant'è triste questa mia pericolante casa...
cemento




